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Contributo PFU: cos’è?

Il cosiddetto “contributo PFU” viene richiesto a ogni acquisto di nuovi pneumatici. Dietro questa sigla strana si cela un progetto importantissimo, che ha a che fare con lo smaltimento delle gomme e la tutela dell’ambiente: è la gestione degli Pneumatici Fuori UsoScopriamo che cos’è il contributo PFU e cosa ruota attorno al recupero delle vecchie gomme.

Come funziona la gestione degli PFU?

Ogni anno in Italia ci sono circa 350.000 tonnellate di pneumatici che giungono a fine corsa, pari a circa 38 milioni di pezzi.
Quando cambiamo treno di pneumatici, lasciamo le nostre gomme vecchie (che diventano PFU) al gommista.
Ogni gommista deve essere iscritto per legge a uno dei vari consorzi che si occupano di raccolta e gestione degli PFU (come Ecopneus, Ecotyre e tanti altri).

Questi consorzi recuperano gli pneumatici fuori uso in tutta Italia; si occupano del loro corretto stoccaggio (sono rifiuti molto ingombranti e potenzialmente pericolosi) e danno vita a un processo virtuoso di trasformazione e riciclo delle vecchie gomme.
Tutti i consorzi che si occupano di PFU devono rendere conto al Ministero dell’Ambiente, non solo per quanto riguarda la raccolta ma anche per il recupero finale.

549569_472236522884381_309607589_nPerché paghiamo il contributo PFU?

È obbligatorio per legge pagare il contributo PFU ogni volta che si acquistano nuovi pneumatici. Il contributo varia leggermente a seconda della dimensione della gomma che si acquista.
Il costo dello PFU deve essere sempre indicato a parte, in modo distinto e visibile, dai venditori di pneumatici.
Se si acquista online su un sito che rispetta la legge italiana (come fa Pneuzilla), si può pagare lo PFU assieme alle gomme; in questo modo non ci sarà bisogno di pagarlo dal gommista, purché si mostri la regolare fattura dell’acquisto online.

Il contributo PFU è importante: serve a finanziare i consorzi di gestione PFU e la loro preziosa attività. Il contributo è obbligatorio (senza eccezioni); e per fortuna il suo pagamento è stato reso facile e trasparente.

Quali sono i vantaggi di una corretta gestione degli PFU?

Gli pneumatici sono rifiuti ingombranti, pericolosi (prendono fuoco molto facilmente) e soprattutto poco degradabili. È incalcolabile il danno che reca all’ambiente uno pneumatico abbandonato a sé stesso.
I consorzi di gestione PFU fanno un bel servizio alla collettività, senza scopo di lucro – per questo il contributo è doppiamente importante.

I consorzi, assieme alle autorità competenti, si occupano di smantellare le discariche abusive di pneumatici e recuperarne gli PFU
I consorzi, assieme alle autorità competenti, si occupano di smantellare le discariche abusive di pneumatici e recuperarne gli PFU

Cosa si può fare con gli pneumatici vecchi?

Dai processi di frantumazione e riciclo degli PFU si ottengono tanti materiali preziosi. Lo pneumatico vecchio può diventare:

granuli (usati per campi da calcio, pavimenti, strade, sistemi di isolamento acustico);
polverino (riciclato nella mescola, o usato per sigillanti, adesivi o vernici);
cippato o ciabattato (usato per strade, o in acciaierie elettriche, cementifici o dal Genio Civile);
pneumatici interi (strade, acciaierie elettriche, cementifici)

campo da tennis contributo pfu
Un campo da tennis realizzato in materiali di recupero da PFU, a Prato.
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